venerdì 30 maggio 2008

Mens sana in corpore sano

In questi giorni ho puntato molte delle mie forze sul detto “mens sana in corpore sano”. Fatto, per il corpo mi sono precipitata in palestra. Cyclette, step super-tecnologico e tapis-roulant. Le tipe da palestra sono delle persone allucinanti, ci sta quella in età avanzata che si spacca con i vari attrezzi per tirare su un sedere ormai sconfitto dalla forza di gravità; Delle ragazze fashion che urlano come oche mentre fingono di fare kickboxing; Poi c’è la peggiore, la maniaca del tapis-roulant: sedere di marmo e 2 tette che sembrano delle mitragliatrici, corre un’ora a velocità massima e ti guarda piena di compassione se usi l’attrezzo in questione solo per passeggiare. Scommetto che se non corre per una settimana quel sedere le cade dietro ai talloni! Meglio una corsa all’aperto allora…macchè, dopo i primi 100 metri il respiro di fa quasi asmatico e mi sento quasi un camionista perché mi viene da sputare ogni 2 minuti ma mi trattengo, sono pur sempre una principessa no?

Passiamo agli esercizi per la mente allora?Mi sa che è meglio. Ho finito di leggere “Alta fedeltà” di Nick Hornby e “Gomorra” di Saviano. Il primo mi ha molto turbata per la somiglianza del mio carattere con quello del protagonista, mentre il secondo, beh, erano cose che già si sapevano ma alcune mi hanno davvero fatto impressione.

C’è stato spazio anche per il cinema, nulla di culturalmente elevato, ho visto un film che aspettavo da più di 15 anni, Indiana Jones 4!!! Di primo impatto direi subito che non ha niente a che vedere con il 3, che secondo me era spettacolare. Però credo che se si riflette a fondo sulle tematiche dei film precedenti e si fanno i conti con il contesto della guerra fredda e dell’incidente di Roswell, alla fine non risulta un film tanto strano…anche se alcune cose se le potevano risparmiare, ma non dico niente di più.

lunedì 26 maggio 2008

Il fine settimana di Corpus Domini


A Campobasso, tutti aspettano la festa di Corpus Domini, e non è certo per fervore religioso. In questi tre giorni, la tranquilla cittadina di 60.000 abitanti diventa una caotica e multi-etnica città. Persone provenienti dall’Africa, dalla Cina, e dall’India, ma anche da varie parti d’Italia, sistemano le loro bancarelle per le strade del centro, che, per l’occasione, è chiuso al traffico. Tutto questo, però, è il “contorno” dell’evento principale, che è la processione dei “Misteri”. Questa tradizione molisana, oltre ad essere stata molto apprezzata dal papa Giovanni Paolo II, è un vero e proprio fenomeno socio-antropologico che ha attirato studiosi italiani e stranieri. I Misteri, realizzati nel 1748 da un famoso artigiano molisano, sono degli altari che rappresentano 13 santi, impersonati nella maggior parte dei casi da ragazzini sospesi in aria con un sistema di fili di ferro ed imbottiture. Questi altari sono portati in spalla secondo un sistema preciso ed ordinato. Per ogni altare c’è una piccola squadra che coordina la processione e le soste, durante le quali questi pesantissimi altari vengono appoggiati su delle strutture in legno in modo da consentire qualche minuto di riposo a coloro che le sostengono.

L’altare che piace di più ai campobassani, ma un po’ meno ai bambini, è quello di San Michele, in cui il santo, combatte con i diavoli, persone scelte appositamente, truccate e vestite di nero,  che si divertono ad intimorire le persone che guardano la processione, con brutte facce e blandi insulti. Non c’è bambino campobassano che non si sia mai spaventato al passaggio dei diavoli.  Questo è senz’altro uno degli aspetti folkloristici che hanno contribuito a far conoscere questa festa nell’ambito delle discipline antropologiche.

Come ho detto prima non si può evitare l’aspetto puramente materiale della festa, e cioè il classico giro tra le bancarelle dove immancabilmente si finisce per comprare qualcosa. Gli oggetti sono per la maggior parte gioielli di bigiotteria, borse, giocattoli ma anche articoli etnici ed utensili per la casa. Spesso ogni anno c’è un oggetto che tutti comprano e che è decretato la “novità di corpus domini”, spesso è un utensile per la casa che si rivela praticamente inutile una volta che si è acquistato. Quest’anno si trattava di un arnese per sigillare le buste di plastica di generi alimentari come pacchi di pasta o di biscotti. Ma l’oggetto cult che non manca mai è la cosiddetta “pezza che non s’appiccia”, un panno, che secondo il venditore elimina qualsiasi macchia ed è indistruttibile, perciò, per provarlo bagna il panno di alcool e gli dà fuoco…magia magia il panno non brucia!!! Chi lo sa, magari è fatto da fibre di tossico amianto ma sta di fatto che un anno anche mia madre ci è cascata e li ha portati a casa. Tempo una settimana e si erano consumati e sfilacciati, ma ovviamente non perché a casa mia si lavasse 24 ore su 24! Stessa cosa con un beccuccio super miracoloso per spremere il limone: il venditore tagliava il limone ad un’estremità, infilava l’oggetto, stringeva il frutto con la mano e nel beccuccio si materializzava tantissimo succo, cosa che non succedeva quando andavi a casa! Tutto questo per il semplice motivo che i venditori si aiutavano con limoni molto molli, il che faceva avvenire la magia. Certo, non fa piacere farsi fare una sola (come si dice a Roma) però si perde solo qualche euro e poi, poco male, fa parte della festa.

Arriviamo così all’ambito culinario. C’è chi vende la scapece, cioè vari tipi di pesce cotti e molto marinati in una mistura di aceto e zafferano, non è bella da vedere e l’odore è davvero pungente ma si vende e pure molto. Il vero protagonista della festa è il cosiddetto “panino zozzo”, cioè il panino con la porchetta, o con salsiccia, wurstel e cose varie che si prende dal paninaro ambulante. Ma perché zozzo? Perchè il ripieno viene cotto su griglie mai lavate, perché il caldo fa cadere le goccioline di sudore al paninaro, oppure perché ho visto uno di questi tizi sistemarsi prima le mutande e dopo prenderti il panino. Giuro. Sarà questa la ragione per cui non l’ho mai mangiato? Credo di si.

L’ultima cartuccia sparata dal comune e dall’assessorato alla cultura è il concerto della domenica, per chiudere in bellezza. Se qualche anno fa i soldi scarseggiavano e venivano solo i cantanti idoli dei miei nonni, devo ammettere che da qualche tempo hanno trovato i fondi per chiamare gente un po’ più giovane e che coinvolgesse più persone. Ieri sera in piazza c’era Francesco Renga, un grandissimo successo, perché il genere di musica ha messo insieme ragazzi, genitori e nonni. Lui è bravissimo, ha una voce che oserei definire perfetta perché cantava le canzoni come si sentono in radio, con gli stessi picchi di intensità, senza la voce tremante e altalenante tipica di un live. Mi sono meravigliata. E anche quest'anno abbiamo fatto festa.



mercoledì 21 maggio 2008

Polpette con tonno e olive


Ultimamente, faccio dei sogni molto simili, sono sempre sull’aereo per il Giappone ma ogni volta capita qualcosa di diverso. Due notti fa ho sognato che il pilota era al suo primo volo!Ieri, invece, ho sognato che sull’aereo non c’era il bagno e dovevo stare 12 ore seduta e poi, non contenta, il mio inconscio ha partorito un’altra visione: L’aereo veniva colpito da un fulmine! Non sarà per caso che ho paura di volare?:’-)

 

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 250 gr. di tonno in scatola
  • 250 gr. di ricotta fresca
  • 2 uova
  • Olive verdi snocciolate
  • Pan grattato
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Pepe

 

 

Preparazione:

 

In una ciotola si riuniscono il tonno sgocciolato, la ricotta, 1 uovo, il prezzemolo, sale, pepe e le olive tagliate a pezzetti. Una volta amalgamati gli ingredienti si formano delle palline che andranno passate prima nell’uovo e poi nel pan grattato. Le polpette possono essere fritte oppure cotte al forno a 180° per una mezz’ora.

mercoledì 14 maggio 2008

O’ paese d’o’sole


Ho letto da qualche parte che il nuovo governo pensa seriamente di tornare all’uso dell’energia nucleare considerato il costo esorbitante del petrolio, materia prima con cui funziona tutta Italia. Ci risiamo, ogni anno c’è qualcuno che ritorna sull’argomento, ma le fonti rinnovabili allora? I pannelli fotovoltaici? Ma questo non era o’ paese d’o’ sole? Mah…

 

lunedì 12 maggio 2008

Salmone marinato con crema di zucchine




Questa è l’ultima ricetta con le zucchine, promesso!

 

Ingredienti per 3 persone:

 

  • 3 tranci di salmone
  • 3 limoni
  • 3 zucchine piccole
  • latte
  • vino bianco
  • prezzemolo
  • olio d’oliva
  • sale
  • pepe

 

 

Preparazione :

 

Si prepara una marinatura con i limoni, il prezzemolo e il sale. I tranci vanno marinati per una mezz’ora. Nel mentre si cuociono le zucchine in padella, si aggiustano di sale e pepe, si aggiunge un po’ di latte e si tritano con il frullatore ad immersione.

Dopo mezz’ora si fanno rosolare i tranci di salmone in una padella e si sfumano con il vino bianco. Quando il pesce è quasi cotto si aggiunge la salsa e si cuoce per qualche altro minuto.

giovedì 8 maggio 2008

Mini strudel alle verdure





Oggi ho una faccia da personaggio dei cartoni animati: occhi fuori dalle orbite e bocca aperta. Sarà perché ancora non riesco a riprendermi dalle notizie riguardo le nomine dei ministri. Due nomi? Bondi ai beni culturali e la ex-soubrette Mara Carfagna alle pari opportunità, a questo punto diamo un ministero anche Maria De Filippi no?!

 

Vabbè, parlando d’altro, avevo questa pasta sfoglia in frigo già da un po’, perciò che fare? Degli stuzzichini da aperitivo!

 

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 zucchina media
  • 1 carota
  • 1 mozzarella grande
  • 1 uovo
  • sale e pepe
  • vino bianco
  • olio d’oliva

 

Preparazione:

 

Si grattugiano la zucchina e la carota, si aggiungono sale e pepe e si fanno cuocere in padella con un po’ d’olio e del vino bianco. Si taglia la pasta sfoglia a strisce  su cui si sistemano le verdure e i cubetti di mozzarella. Ogni striscia si deve arrotolare su sé stessa, e sulla superficie superiore si devono praticare dei tagli che ricordino le caratteristiche dello strudel. Ogni rotolino si deve lucidare con un pennello bagnato nel tuorlo dell’uovo. Devono essere cotti a 180° per una mezz’ora in forno pre riscaldato in una teglia con carta da forno.

lunedì 5 maggio 2008

Una domenica a Roma

A settembre comincio il corso di laurea specialistica in Lingue e Civiltà Orientali, così ho cominciato già a cercare una stanza nella mia tanto amata-odiata Roma. Si fa presto, basta rispondere ad un annuncio e prendere un appuntamento. Fatto. E se poi la casa è vicina all’università e c’è anche una possibilità di tenere Milla con me è ottimo. Ok partiamo.

Prevedendo l’orda di studenti che sarebbero tornati nella capitale dopo il week-end lungo, io e Myalf abbiamo pensato di partire di mattina, ma, sorpresa sorpresa…il treno era pieno e la gente litigava per un posto. Ecco il classico esempio di una delle 1000 cose che in Italia non funzionano, ma lasciamo perdere.

Quando siamo arrivati a destinazione con mio stupore ho scoperto che a Roma era estate e non si trattava dei soliti americani che già da marzo sfoggiano shorts e infradito. I veri intrusi della situazione eravamo noi, che da veri montanari avevamo il cappotto.

L’appuntamento era alle 15,30 per cui abbiamo avuto tutto il tempo di visitare i negozi del centro e di mangiare. Ma dove potrei andare io che ho pochi soldi? Naturalmente da Zara! C’erano tantissime cose carine, ma mi sono limitata a 2 magliette. Però mentre ero nel camerino ho scoperto una cosa, per lavorare da Zara devi essere giovane e alla moda, ma se sei uomo devi essere gay! Infatti mentre mi provavo le magliette, i due commessi fuori dal camerino parlavano di questo famoso giocatore di basket che era entrato. Dicevano che se lo sarebbero “mangiati”. Poi, quando sono uscita ho notato che tutti i commessi avevano le sopracciglia ben depilate e una parlata da zitella inacidita. Forse da Zara hanno aggiunto questo nuovo criterio di selezione del personale.

Eravamo con pochi soldi, è vero, però c’era un’occasione da festeggiare, il nostro 4° anniversario, perciò non c’era niente di meglio di un pranzo all’Hamasei, il più autentico ristorante giapponese di Roma. Il cibo era buonissimo, come al solito, peccato che in quel momento la mia fotocamera si è scaricata e per questo non ho potuto fotografare i piatti…argh!!!L

Ci presentiamo all’appuntamento, il palazzo è vecchio, come tutti a San Lorenzo, ma aspettiamo di vedere la casa e… mi delude moltissimo. Le pareti erano scrostate, le mattonelle rotte, un dito di polvere su ogni superficie. Per non parlare delle inquiline…che poi queste mi hanno subito detto che non potevo portare estranei e neanche il cane. Meglio così, troverò una casa migliore con gente migliore.